Santa Margherita Ligure vista da vicino

Codice prodotto 1708
Categoria Storia e tradizioni
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SANTA MARGHERITA LIGURE
VISTA DA VICINO

A cura di Marco Delpino,
Formato 16,5 x 25 cm

100 pagg. tutte a colori.

Un percorso in cento immagini alla scoperta della "Perla del Tigullio", tra meraviglie paesaggistiche, tradizioni, gli anni d'oro del turismo... Ecco una illuminante prefazione dello stesso Delpino.

Sull’internazionalità di Santa Margherita Ligure nessuno può aver dubbi. Sin dal 1870, infatti, quest’angolo di Tigullio aveva già offerto preziosi spunti a un grande fotografo come Alfredo Noack, ad uno scrittore come Valéry Larbaud, ad un poeta come Guy de Maupassant, ad un filosofo come Friedrich Nietzsche, e, tra teste coronate, attori e artisti, persino ad un enigmatico Oscar Wilde che trovò il suo soggiorno sammargheritese (nella primavera del 1899) alquanto affascinante e misterioso. 

Anche lo scrittore Edmondo De Amicis conservò di Santa Margherita un ricordo dolcissimo, quasi un rimpianto entusiastico “per tanta semplice e aggraziata bellezza”, al punto che, sconfinando con poetica fantasia nel sogno, bramò di poter vivere in una delle pittoresche case sul mare “come promessa di felicità”. 

Lo scrittore del mare Vittorio G. Rossi constatava che “il turismo è stata la rivoluzione più rivoluzionaria che sia stata fatta nella storia; ma, mentre le rivoluzioni usuali cambiano le cose in peggio, questa le ha cambiate in meglio”. 

Si racconta che il poeta André Gide, osservando estasiato il crepuscolo dall’alto di una strada che si inerpica lungo la collina, abbia definito “l’heure bleue” lo spettacolo più affascinante, forse il più prezioso e naturale che Santa Margherita sappia offrire ai suoi ammiratori.  Oasi di pace in sito di bellezza naturale incomparabile, Santa Margherita Ligure è come una baia amena sprofondata nel verde perenne dei pini che protendono sullo specchio dell’acqua turchina le chiome ariose. E il Monte di Portofino quasi le fa corona, con i versanti ripidi e folti di vegetazione, col suo profilo sereno appoggiato sul cielo. Ville, villette, casolari, cui non s’accede che per erti sentieri, se ne stanno appollaiati sui poggi a mezza costa, seminascosti da pampini e da fronde di ulivi, in beata contemplazione del porticciolo sottostante e del mare vicino. 

E se Gide riuscì a descrivere un tramonto a Santa Margherita, Rubaldo Merello seppe “fotografarlo” sulla tela quasi in un amplesso tra terra e acqua, in una fantastica trasmutazione di luminosità dominante, ora rosea o rossa, ora azzurra. 

Sicuramente ebbe ragione Vittorio G. Rossi a scrivere che “questo Golfo è stato rifinito personalmente dal Creatore qualche settimana dopo aver fatto il mondo. Anche per questo, nei secoli, sembra nuovo tutte le mattine”.  

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